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I libri, come le persone, giungono sempre dove sono attesi...
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lunedì 19 agosto 2013

Charlotte di Antonella Iuliano



Sinossi:
Charlotte sa di non essere una ragazza comune e spesso si domanda perché preferisce alla realtà il mondo immaginario racchiuso dentro di sé. Qualcosa le bussa dentro anche se non sa cosa. Quando però per la prima volta i suoi occhi si posano sulle pagine scritte da una delle famose sorelle Bronte, quel qualcosa improvvisamente esce allo scoperto. Charlotte avverte finalmente un senso di appartenenza e una sete di sapere che la porterà a conoscere una donna, la Signora Cloe, il cui passato riposa tra pagine dimenticate e grazie alla quale scoprirà l'immenso valore della letteratura. Conoscerà donne che amavano leggere, donne che amavano scrivere, le cui parole hanno attraversato i secoli. E così "come Charlotte Bronte" diventerà il motto della sua vita.



Incipit:
Accadde un giorno, mentre fissavo l'imponente libreria del salotto di casa mia e il mio occhio fu inspiegabilmente attratto da un volume color lavanda sul cui dorso era inciso a caratteri delicati il mio nome: Emily. Il titolo di quel libro portava inciso il mio nome, anche se ne ero certa, quelle pagine non parlavano di me. Di una sola cosa ero sicura, quel romanzo l'aveva scritto Charlotte. 





Quali lievi miracoli, quali incantesimi può compiere un libro che inaspettatamente entra nella nostra esistenza.
La vita della giovane Charlotte viene, improvvisamente, segnata dalla lettura di Cime tempestose e dall’incontro con una donna colta ed elegante, la signora Cloe.
Pomeriggio dopo pomeriggio, un mondo sconosciuto e prezioso, quello della letteratura, si schiuderà davanti ai suoi occhi. Attraverso le opere immortali delle sorelle Bronte, troverà la forza di dar compimento al destino racchiuso nel suo stesso nome; in Charlotte Bronte, il suo faro luminoso, scoprirà “un’affinità incisa nelle pagine dei libri” e la signora Cloe la guiderà per poter realizzare il suo sogno più grande, quello della scrittura, sogno che un tempo è stato anche il suo.
Lettura e scrittura si fondono e confondono, finché l’una diventa l’opera dell’altra e la passione dell’una rivive attraverso quella dell’altra.
Insieme all’amore per i libri entra nella sua vita, tra paure e sentimenti nuovi, anche l’amore per Dylan: come i protagonisti di Jane Eyre e di Cime tempestose, Charlotte vive sulla sua pelle le emozioni di un amore assoluto e incandescente.


“Le cose non accadono per caso 
e se un bel giorno ti sei imbattuta in un libro
 e il destino ha voluto suscitare in te
 la curiosità di leggerlo,
 bé, questo forse può essere un segno.”

Tutto inizia con un libro, e i cammini di molte donne s’intrecciano in questo romanzo che rapisce ed emoziona per la grazia e la delicatezza con cui è scritto.
Charlotte è uno di quei libri che una volta chiusi vorresti ricominciare a leggere, perché si fa fatica ad allontanarsi dalla protagonista, dai suoi pensieri, dalla sua forza d’animo, dalla tenacia che la contraddistingue nel realizzare i suoi sogni e quelli di chi le sta accanto.
"Tu hai lasciato che
 il romanzo leggesse te."
In un finale che commuove, viene alla luce il messaggio che s’intravede, velato, in ogni pagina del libro: un canto di gratitudine a tutte quelle donne che, nel corso della storia, con sacrificio, coraggio e dedizione totale, hanno lasciato, un’eredità eterna e incommensurabile. Nelle loro opere è rimasta indelebile, tracciata con l’inchiostro dei loro sogni, l’essenza del loro cuore.



Vite s'incontrano grazie alla magia dei libri, all’incanto di pagine scritte da chi ha, in esse, depositato la propria anima, sigillato il proprio spirito.
Perché i libri non entrano nella nostra vita per caso, e riescono a leggerci dentro, per condurci laddove inizia la nostra strada.
Lo spirito del libro rivive in noi e riporta alla luce quelle passioni addormentate sul fondo della nostra anima.





"Certe passioni dentro di noi sbocciano improvvisamente quando meno ce lo aspettiamo, ma ad un esame più approfondito o con il senno di poi, che è solo una questione di tempo prima che esse vengano a galla. Sono sempre state dentro di noi, sono insite nella nostra natura."


Il poetico booktrailer realizzato dall'autrice Antonella Iuliano:


Il mio tributo in immagini, musica e parole a questo splendido libro:



Sezione Alfabeto
Lettera I

Voto: 5 stelline

martedì 7 maggio 2013

Leggiamo 2013: 4/50- Venuto al mondo***** di Margaret Mazzantini

Incipit:
Il viaggio della speranza... parole residue, tra le tante in fondo alla giornata. Le ho lette in farmacia, su un bussolotto di vetro accanto alla cassa, c'era l'asola per infilare i soldi e la fotografia di un bambino appiccicata con lo scotch, uno di quelli da portare lontano per tentare un'operazione, un viaggio della speranza, appunto. Mi giro sul cuscino, macino respiri sonori. Guardo il corpo di Giuliano, fermo, pesante. Dorme come dorme lui, supino, a torso nudo. Dalla bocca ogni tanto cava fuori un piccolo grugnito, come una bestia placida che scaccia moscerini.
Speranza, penso a questa parola che nel buio prende forma. Ha la faccia di una donna un po' sgomenta, di quelle che trascinano la loro sconfitta eppure continuano ad arrabattarsi con dignità. La mia faccia, forse, quella di una ragazza invecchiata, ferma nel tempo, per fedeltà, per timore.


Sinossi:
Leggiamo 2013
Sezione Istinto
Una mattina Gemma lascia a terra la sua vita ordinaria e sale su un aereo, trascinandosi dietro un figlio di oggi, Pietro, un ragazzo di sedici anni. Destinazione Sarajevo, città confine tra Occidente e Oriente, ferita da un passato ancora vicino. Ad attenderla all'aeroporto, Gojko, poeta bosniaco, amico fratello, amore mancato, che ai tempi festosi delle Olimpiadi invernali del 1984 traghettò Gemma verso l'amore della sua vita, Diego, il fotografo di pozzanghere. Il romanzo racconta la storia di questo amore, una storia di ragazzi farneticanti che si rincontrano oggi, giovani sprovveduti, invecchiati in un dopoguerra recente. Una storia d'amore appassionata, imperfetta come gli amori veri. Ma anche la storia di una maternità cercata, negata, risarcita. Il cammino misterioso di una nascita che fa piazza pulita della scienza, della biologia, e si addentra nella placenta preistorica di una Guerra che mentre uccide procrea.
In questo grande affresco di tenebra e luce, in questo romanzo intimo e sociale, le voci di quei ragazzi si accordano e si frantumano nel continuo rimando tra il ventre di Gemma e il ventre della città dilaniata. Ma l'avventura di Gemma e Diego è anche la storia di tutti noi, perché Margaret Mazzantini ha scritto un coraggioso romanzo contemporaneo. Di pace e di guerra. La pace è l'aridità fumosa di un Occidente flaccido di egoismi, perso nella salamoia del benessere. La guerra è quella di una donna che ingaggia contro la natura una battaglia estrema e oltraggiosa. L'assedio di Sarajevo diventa l'assedio di ogni personaggio di questa vicenda di non eroi scaraventati dal calcio della Storia in un destino che sembra in attesa di loro come un tiratore scelto. Il cammino intimo di un uomo e di una donna verso un figlio, il loro viaggio di iniziazione alla paternità e alla maternità diventa un travaglio epico, una favola dura come l'ingiustizia, luminosa come un miracolo.


O tenerezza umana, dove sei?
Forse solo nei libri?

Izet Sarajlic'


Si inizia a leggere questa storia come chi intraprende un cammino senza conoscere né percorso né meta, faticando nei primi passi, incerti, chiedendosi se sia meglio tornare indietro e abbandonare il viaggio. Ma dopo aver superato i primi ostacoli (le prime pagine) si incomincia ad intravedere la bellezza circostante, inaspettata e luminosa.
E' la storia di un viaggio, del viaggio a ritroso di una donna verso un uomo, verso la maternità, verso se stessa..un viaggio guidato dalla speranza e dalla verità, continuamente tradite e ingannate dall'orrore di una guerra che entra nella carne e nell'anima di Gemma, di Pietro, di Diego, di Goiko, di Aska, spingendoli ai confini del bene e del male. Ovunque menzogne, sparse come pepite di verità.
Il fango fermo della vita è ora polvere che vola verso di me: il passato, da chilometri di distanza, ritorna nella quotidianità tranquilla di Gemma e la costringe a ripercorrere tutta la sua vita, ad affrontate una verità che assume un altro volto da quello conosciuto.
Il tempo sbrana il tempo, un corpo è davanti al tuo, forte, giovane... eppure un altro corpo sta già prendendo il suo posto. Un figlio è già nel padre, ragazzo dentro ragazzo. E quel figlio sarà la memoria, il bambino che correrà con la fiamma.
Quello che era successo a Sarajevo apparteneva a Gemma, cullava una parte remota della sua esistenza.
L'incontro con Diego, un amore improvviso, non cercato, stravolge la vita ordinaria, incompleta di Gemma:
Non si può mai dire cosa...cosa sia esattamente. E' una membrana, forse una prigione fin dall'inizio. Una vita ha viaggiato lontano da noi incontro alla nostra, ne abbiamo sentito il vento, l'odore di una sosta. Il suo sudore, la sua fatica erano dentro di noi.
Il desiderio di un figlio, di un lucchetto di carne anima i loro giorni, ma il tempo bianco dell'attesa, dei sogni che s'allungano in un lunga veglia, sembra esplodere a contatto con i cicli di una natura : eppure la fiducia in qualcosa che cammina verso le loro vite, quella di Gemma e Diego, continua a far sentire la sua voce.
Sempre a un passo dalla vita, Gemma continua ad essere l'ombra dei suoi desideri, mai nata, una figura di carta in un foglio buio, in attesa della forbice che la ritagliasse.
E la vita fiorisce tra le macerie e le violenze delle barbarie, della guerra: La vita ha gli stessi colori della guerra, neve e sangue.
"Non so dire sa che parte dentro di noi cola l'amore prima di fermarsi nella pancia. La guerra mi colava dentro dalle stesse fessure dove un tempo era passato l'amore, e adesso si era depositata nelle mie viscere, in profondità."
Le viscere di una Sarajevo violentata e profanata, fanno da scenario ad una natività sgangherata: Chi è questo bambino che si lascia portare senza peso, senza anima, come un piede in un calzino? E' tutto quello che ho voluto, è la ragione per cui abbiamo attraversato questo inferno che ci aspettava come un chiodo nel destino.
Sarà questo bambino, Pietro, a battezzare Gemma sua madre, a restituirle un cuore che non sentiva più, cercando, vedendo in lui la parte migliore di Diego, una vita nuova, che nessun dolore ha sporcato.
Un destino in uscita e uno in entrata.
Gemma e Diego: Gemma era stata la balena, il dorso forte su cui lui s'era fermato, come un uccello in attesa del vento che lo restituisse al suo viaggio. E prima di andarsene, per ricompensarla, le aveva portato con il becco un pesce, raccolto dal mare per lei.
Diego toglie Pietro dalla Storia, lo mette al mondo e la verità resterà custodita nelle pieghe di quella guerra.

La vita e la morte non si decidono, in mezzo possiamo imboccare una strada più difficile, sfidare il destino, ma in fondo gli facciamo solo il solletico.

Un libro bellissimo e drammatico, che pagina dopo pagine, entra nell'anima e resta negli occhi del lettore: più del film omonimo, molto bello anche quello, restituisce il valore e l'essenza della verità e dell'amore, che sia quello tra una donna e un uomo o tra una madre e un figlio; ci mostra come il confine tra il bene e il male sia così sottile, così labile ma anche un insegnamento più grande, che un diavolo può tornare angelo.

Pesci...non siamo altro che pesci...branchie che si gonfiano e si chiudono...poi viene un gabbiano che dall'alto ci prende e mentre ci smembra ci fa volare, forse questo è l'amore.







venerdì 1 marzo 2013

Leggiamo 2013: Letture di Febbraio

"Una biblioteca che si sta formando è un essere vivente: non è mai la somma dei singoli libri".
Carlos Marìa Domìnguez, La casa di carta

Ci sono fili, a volte invisibili altre volte luminosi, che legano miracolosamente un libro a un altro.

Credo fortemente nel destino che unisce ogni più piccola cosa, ogni singolo avvenimento, gesto o parola.
Verso la fine di Gennaio mi è capitato di leggere alcune pagine di una raccolta di saggi di Maria Zambrano.
La filosofa andalusa si soffermava a riflettere sulla misteriosa energia vivente che promana dai libri: nelle poche righe che ho scelto di condividere sembra quasi di sentire  il respiro dei libri, quelle voci sottili e lontane che diventano un coro sublime e misterioso per le anime che cercano conforto e sostegno nei libri quasi come fossero realmente esseri viventi.
La lettura di questo saggio è come se presagisse, in qualche modo, quanto avrei trovato in due dei libri letti nel mese di Febbraio - I fantasmi delle biblioteche e Il libro selvaggio .
In entrambi, sebbene con scritture diverse, è espresso il medesimo concetto: i libri e le biblioteche che vanno a comporre, diventano esseri viventi, datati di anima, di spirito, che instaurano col lettore un particolare e indissolubile rapporto, quasi di osmosi.
I libri sono specchi che rivelano il lettore, le biblioteche i riflessi della natura profonda del proprietario. 
In un capitolo de  I fantasmi delle biblioteche, l'autore parlando di biblioteche che muoiono, cita l'esempio della Biblioteca Pubblica di Sarajevo, distrutta nel 1992 durante la guerra: non credo sia stato un semplice caso aver ritrovato il racconto, inserito in una trama più ampia e drammatica, della sua distruzione nell'altro libro che ho scelto (o è stato lui a scegliere me?!) per Leggiamo 2013 e che non ho ancora recensito: Venuto al mondo di Margaret Mazzantini!
E ancora: ho lasciato la Sarajevo di Venuto al mondo e l'ho ritrovata nel libro che ho cominciato a leggere in questi giorni I custodi del libro di Geraldine Brooks!
Strani legami, trame insolite e misteriose portano da un libro all'altro: basta abbandonarsi fiduciosamente alle onde del destino e i libri che desideriamo ci sceglieranno!!


Riepilogo dei libri letti nel mese di Febbraio per Leggiamo 2013:

- I fantasmi delle biblioteche di Jacques Bonnet (4 stelline);
- Il libro selvaggio di Juan Villoro(4 stelline);
Venuto al mondo di Margaret Mazzantini (5 stelline).

Buone letture!

giovedì 28 febbraio 2013

Leggiamo 2013: 2/50 - I fantasmi delle biblioteche di Jacques Bonnet

Leggiamo 2013
Sezione Alfabeto B




Incipit:
Dopo il piacere di possedere i libri,
nessun altro eguaglia quello di parlarne.
Charles Nodier

Il 1° settembre 1932, il giornale portoghese "O Século" pubblicò un'inserzione che offriva un posto di conservatore-bibliotecario presso il museo Condes de Castro Guimarães a Cascais, una piccola città di mare a 30 Km da Lisbona. Il 16 settembre, Fernando Pessoa spedì alla municipalità una lettera di candidatura.

Sinossi:
Jacques Bonnet, scrittore ed editore, rievoca la genesi lontana di questa variazione sul tema dell’incantesimo dei libri su certi individui. Fu un incontro con Giuseppe Pontiggia. Entrambi condividevano «la stessa felicità e maledizione che ci era toccata in sorte»: un’enorme biblioteca con molte migliaia di volumi, non da bibliofili o da collezionisti, ma una normale biblioteca generalista, in cui ammucchiare libri letti o da leggere o solo da annusare. Conversando tra loro, era venuta l’idea di fondare un’associazione per i proprietari di biblioteche oltre le ventimila opere, una specie di mutuo soccorso e consiglio. Naturalmente non se ne era fatto niente. Ma col tempo l’esame divertito dei problemi, di chi di non può fare a meno di comprare ogni libro che contiene anche una sola promessa, è germinato nei capitoli di questo che si presenta come un trattatello sull’arte di convivere con troppe librerie (ma mai sopra la spalliera del letto: per non imitare la fine leggendaria di un grande compositore parigino). Che è ben di più che un trattatello su un piccolo tema curioso. È una piacevolissima danza tra gli scaffali di una sterminata libreria a parlare di tutti i rebus di spazio (come quel personaggio che, non avendo più stanze per contenere i libri, li usò per costruire la casa che poi distrusse per ritrovare un singolo volume) o di tempo (le più diverse e capricciose catalogazioni: come quella di Warburg così precisa di affinità tra i testi che se ne perse il senso, morto l’autore), discutendo le più fantasiose e bizzarre soluzioni, i ricordi, gli aneddoti, gli incidenti e gli enigmi: rievocando le vie della passione per la lettura di quei tanti personaggi memorabili (di uno Sciascia, per esempio, che nel suo appartamento siciliano conservava il Journal dei Goncourt ignorato dall’autore stesso) convinti, o illusi, che un lettore intelligente trova almeno una cosa degna in ogni libro. Una danza con i fantasmi delle biblioteche, cioè con quelle strane presenze (primi i sostituiti, detti «fantasmi» appunto, inseriti negli spazi di un libro prestato, e perduto) che occupano la mente dei proprietari e a volte fanno sembrare, all’imperfetta memoria, una grande biblioteca dotarsi con il tempo di vita propria.








"Prendere in mano un libro e scoprire quello che contiene veramente
equivale a rivestire di carne, ossia  di uno spessore e di una densità che non perderà mai più, 
qualcosa che fino a quel momento era solo una parola. "


Stringo tra le mani questo piccolo volume, pubblicato dalla Sellerio: ho finito la lettura da qualche giorno, ma  le sue parole sono rimaste nell'aria come "fantasmi" che cercano una voce per pronunciare il loro messaggio
di salvezza o perdizione.
Ho un debole particolare per i libri che parlano di libri e Jacques Bonnet, mostrando un cielo letterario costellato da deliziose citazioni "libresche" (da Seneca all'Imperatore Giuliano, da Borges ad Alberto Manguel, da Plinio il Vecchio a Nobokov, da Diogene a Walter Benjamin a molti altri da scoprire tra le pagine) delinea sintomi e complicazioni di una malattia tanto desiderabile quanto incurabile: la Bibliomania.
E bisogna comprendere a quale categoria si appartiene: perché i bibliomani si distinguono  in collezionisti e lettori insaziabili; entrambi tendono ad accumulare libri, a possedere libri su libri, però con una particolarità "il lettore sviluppa un attaccamento non solo per la lettura, ma per l'oggetto che l'ha resa possibile". 
Nobokov, citato tra le righe del libro, invita a non dimenticare il miracolo della lettura stessa: "Vorrei che vi stupiste non solo per le cose che leggete:  anche per il fatto di poterle leggere".
Per l'autore, la lettura era come i quattro fiumi dell’Eden, che nascendo da un’unica sorgente scorrono verso i quattro punti dell’orizzonte: aboliva le distanza e mi trasportava istantaneamente in contrade remote dagli strani costumi..Certe volte mi sembra di aver cominciato a esistere davvero solo con la lettura.. 
"Il libro è la preziosa materializzazione di un’emozione o della possibilità di provarne una in futuro."

Come privarsi di un'emozione resa reale, tangibile da un libro?
"Allora tra il bibliomane e le sue migliaia di libri, s'instaura uno strano rapporto, simile a quello tra un giardiniere e un rampicante che si espande molto in fretta. La pianta si sviluppa da sola, crescendo in un modo che è invisibile a occhio nudo ma constatabile in capo a qualche settimana. L'uomo, a meno che non voglia tagliarla, non può far altro che indicare la direzione che vorrebbe vederle prendere. Anche le biblioteche prolifiche si emancipano, diventano essere viventi.. essa è innegabilmente il riflesso del proprietario, il suo doppio. Chi sapesse decodificarla con la necessaria perspicacia scoprirebbe, di scaffale in scaffale, la natura profonda del bibliotecario. Al di là di una certa misura, del resto, nessuna biblioteca somiglia a un'altra o ha la stessa personalità."

Sarà necessario  "ordinare e catalogare" i libri posseduti , secondo un qualche criterio, ma a volte la classificazione della biblioteca segue una trama invisibile di affinità oscure a tutti tranne che all'interessato.
Una volta formata, essa tende a divenire un punto di passaggio obbligato per tutto il reale, una sorta di vortice che attira a sé tutto quello che ci succede.

E cosa dire dei fantasmi che vivono nelle nostre biblioteche?
Perché il " fantasma" non è semplicemente, secondo la definizione del Petit Larousse, quel foglio o cartoncino che si mette al posto di un libro tolto da uno scaffale di biblioteca o di un documento in prestito:.
Esistono altre essenze luminose che respirano tra gli scaffali: La biblioteca è popolata da centinaia di migliaia di personaggi, alcuni reali e altri fittizi. Quelli reali sono i cosiddetti personaggi immaginari delle opere letterarie, quelli fittizi sono gli scrittori. Dei primi sappiamo tutto, o meglio sappiamo tutto quello che c’è da sapere, ossia quello che è detto nel romanzo, nella favola, nella novella o nella poesia dove compaiono. Dal momento in cui gli scrittori hanno dato loro la vita, non sono invecchiati, sono rimasti uguali a se stessi e sarà così per l’eternità…

Purtroppo leggendo questo splendido volume sorge un triste interrogativo.
Jacques Bonnet afferma di aver scritto questo libretto da un continente destinato ad essere presto somnerso..perchè si può esser certi che le pesanti e ingombranti biblioteche generaliste di parecchie decine di migliaia di volumi sono destinate a sparire insieme ai loro fantasmi.
Tutto questo per le opportunità offerte da Internet e dai nuovi strumenti ad esso legati.
Per ogni lettore, per ogni appassionato di queste meravigliose creature chiamate libri, sarebbe uno scenario apocalittico, la distruzione di un paradiso terrestre, per vagare in un deserto virtuale.
Scaccio questo triste pensiero dalla mia mente e rivolgo il mio sguardo alla mia biblioteca che, come sempre, mi rassicura e mi avvolge...


"I libri della mia biblioteca sono come vecchie case dove aleggia la presenza degli uomini e delle donne che vi hanno vissuto in passato, col loro carico di gioie e dolori, di amori e di odi, di sorprese e di delusioni, di speranze e di rassegnazione. A pensarci bene, ho sempre abitato vecchie case..".





sabato 2 febbraio 2013

LeggiAmo 2013: 1/50 - Cose che nessuno sa di Alessandro d'Avenia


LeggiAmo 2013
Sezione Alfabeto D


La bellezza nasce dai limiti, sempre.
Alessandro d'Avenia

Cose che nessuno sa è  un romanzo che prende vita dal sostare dell’autore al crocevia, tra il cammino compiuto e quello ancora da percorrere (e quanto afferma lui stesso nei suoi ringraziamenti alla fine del libro).
Alessandro d’Avenia invita il lettore ad accostare il suo orecchio alla storia che ci narra nel suo poetico romanzo, così come si fa con una conchiglia:
“L’unico modo che abbiamo per scoprire la nostra storia è conoscere quelle degli altri.. solo chi legge e ascolta storie trova la sua”.

Un filo invisibile unisce le vite dei protagonisti di questo romanzo: una folla di funamboli senza rete sui fili fragili e intrecciati della vita.
Margherita, fragile perla creata dalla rugiada di un dolore muto; il professore, anima fatta di pagine; Giulio, stella lontanissima e irraggiungibile, fredda e nervosa.
Sono tutti alla ricerca della bellezza, quella bellezza nata dalle imperfezioni della vita; tutti dovranno intraprendere, come Telemaco, il viaggio che li porterà a compiere delle scelte decisive, a perdersi per ritrovarsi; e lo faranno guidati da quel sentimento di incompiutezza che la gente chiama nostalgia, in cui si fondono paure e speranze: è la nostalgia del futuro, la nostalgia di ciò che non è mai stato, quella libertà che prende possesso di sé e vuole dare inizio a qualcosa di nuovo, unico e irripetibile.

C’è una parola che si ripete come una melodiosa litania in tutto il romanzo: la parola filo.
La nonna di Margherita, nella lingua carnale della sua terra, esclama: a vita è nu filu..la vita è un filo, sospeso tra cielo e terra, dove si cammina con passo incerto e intrisi di paura, finché quel sottile filo non sarà trasformato in corda e poi in un solido ponte grazie al sentimento dell’amore.
Ed è  il filo che unisce due persone a far sì che si possa uscire dal labirinto delle proprie paure, così come il filo di Arianna salvò Teseo.
È, ancora il filo della trama che, unito all’ordito, in una danza a volte incomprensibile, svela il disegno della vita.
Col tempo verrà rivelata quella bellezza che nasce dai limiti e dal dolore, così come la perla nasce dopo l’attacco di un terribile predatore: sui resti imperfetti rimasti intrappolati nella conchiglia nasce una splendida madreperla.
Ci sono cose che nessuno sa, ma è la bellezza imperfetta della vita a dare tutte le risposte.

Questo è il messaggio che possiamo ascoltare dalle splendide pagine di questo romanzo: una storia che ci coinvolge e ci nutre con la semplicità e la bellezza delle cose fragili:
quella storia deve piombare da fuori, come quando accade che i libri ci scelgano e gli autori diventino amici..quella storia è uno specchio che ti sorprende a esclamare: questa è la mia, questo sono io, ma non avevo le parole per dirlo. E forse scopri di non essere solo, definitivamente solo.

Dalla lettura ottieni qualcosa solo quando sei capace di mettere qualcosa di tuo in ciò che stai leggendo. Voglio dire che leggi un libro veramente solo quando è lui che ti legge, solo quando ti avvicini alle parole con l’animo disposto a ferire e a essere ferito dal dolore della lettura, a convincere ed essere convinto, e dopo, arricchito dal tesoro che hai scoperto, a impiegarlo per costruire qualcosa nella tua vita e nel tuo cuore.



La lettura di questo libro mi ha spinto a dar vita ad un piccolo progetto che vorrei chiamare "Dagherrotipi Letterari": una danza di parole, immagini e musica per condividere le emozioni suscitate dalle pagine dei libri letti.

Ecco il Dagherrotipo Letterario del libro
Cose che nessuno sa 
di
Alessandro d'Avenia


E' un regalo per tutte le mie compagne di viaggio di LeggiAmo 2013!
Buona lettura e.. buona visione!

mercoledì 23 gennaio 2013

LeggiAmo 2013: Inizia il viaggio!

Il mio viaggio inizia con il libro Cose che nessuno sa di Alessandro d'Avenia.

Sinossi:

 Margherita ha quattordici anni e sta per varcare una soglia magica e spaventosa: l’inizio del liceo. I corridoi della nuova scuola sono pieni di fascino ma anche di minacce, nel primo intervallo dell’anno scolastico si stringono alleanze e si emettono sentenze capaci di segnare il futuro. Chiusa nella sua stanza, con il tepore del sole estivo ancora sulla pelle, Margherita si sente come ogni adolescente: un’equilibrista su un filo sospeso nel vuoto. Solo l’amore dei genitori, della straordinaria nonna Teresa, del fratellino le consentono di lanciarsi, di camminare su quel filo, di mostrarsi al mondo e provare a diventare grande con le sue forze.
Ma un giorno Margherita ascolta un messaggio in segreteria telefonica. È suo padre: annuncia che non tornerà più a casa. Per Margherita si spalanca il vuoto sotto i piedi. Ancora non sa che sarà proprio attraversando questo doloroso smarrimento che a poco a poco si trasformerà in una donna, proprio come una splendida perla fiorisce nell’ostrica in seguito all’attacco di un predatore marino. Perché questo è il segreto del dolore: sa dove si nasconde la vita e se ne nutre per farle crescere le ali.
Questa volta però la saggezza sorridente di nonna Teresa non basterà a Margherita, e sarà dal suo nuovo mondo, quello scolastico, che giungeranno nuove voci in grado di aiutarla: quella di Marta, la compagna di banco capace di contagiarla con il suo entusiasmo, quella profonda di Giulio, il ragazzo più misterioso della scuola, e anche quella di un professore, un giovane uomo alla ricerca di sé eppure capace di ascoltare le pulsazioni della vita nelle pagine dei libri. Proprio in un libro, l’Odissea, Margherita legge la storia di Telemaco e trova le energie per partire in un viaggio alla ricerca del padre che cambierà radicalmente il suo destino.

Cose che nessuno sa ha il passo lungo di una grande storia: quella di tutti coloro che sanno guardare in faccia i propri fantasmi e compiere il viaggio avventuroso che li riporterà a casa.


Incipit:
Compie quattordici anni e sta seduta a prua. Gli occhi verdi, ridenti e malinconici, sono calamitati dall'orizzonte: una linea troppo netta per non averne paura. Il mondo è una conchiglia. Fa eco alla luce, dà tutta quella che riceve, anche sotto forma di ombre. E la luce è l'unico comandamento dell'alba. Un comandamento ruvido, perchè quando si viene alla luce viene anche da piangere.

La lettura delle prime pagine è carica di promesse: una scrittura poetica e vibrante da cui è difficile staccarsi!

Ora lascio che sia il libro a parlare di sé...



Molto interessante il blog Prof 2.0 del bravissimo scrittore!

A presto...

martedì 22 gennaio 2013

LeggiAmo 2013: uno straordinario viaggio nel mondo dei libri!

LeggiAmo 2013
Sta per iniziare un travolgente e appassionato viaggio nel mondo dei libri!
Leggere 50 libri in un anno... 50 sentieri libreschi che ci faranno sognare, vedere, capire... che ci faranno perdere in quadri letterari per ritrovare quella luce necessaria a far risplendere il brillio delle nostre anime.
Grazie a Lena della La locanda dei Libri per aver tracciato la mappa di questo straordinario percorso tra le pagine dei libri, e per averci invitato a sottrarre qualche ora dal tran tran quotidiano e fuggire dentro la vita attraverso i nostri libri.


La mia lista:

SEZIONE MONDO
1. ITALIA : CALABRIA – L’anima della Calabria – Kazimiera Alberti (P10Bs)
2. NORD EUROPA: SVEZIA- I poeti morti non scrivono gialli – Bjorn Larsson (P10Bs)
3. EST EUROPA: RUSSIA EUROPEA- Lo sposo impaziente – Grazia livi
4. OVEST EUROPA: SPAGNA – L’ombra del vento – Carlos Ruiz Zafon (rilettura)
5. CENTRO E SUD AMERICA: BRASILE – L’ora della stella – Clarice Lispector
6. NORD AMERICA (USA E CANADA): STATI UNITI (New England) La lettera d’amore – Cathleem schine
7. AFRICA
8. CINA E ASIA IN GENERALE
9. GIAPPONE: TOKIO – 1Q84 – Murakami Haruki (P10Bs) sostituito con : Kafka sulla spiaggia - Murakami Haruki
10. OCEANIA : (Nuova Zelanda) Vela bianca - Sergio Bambarén
11. INDIA: (Calcutta) Sensualità - Stefano Zecchi
12. MEDIO ORIENTE: IRAN – Leggere Lolita a Teheran


SEZIONE ALFABETO
1. A
2. B: Bonnet JacquesI fantasmi delle biblioteche (P10Bs) Letto****Incipit e Recensione
3. C: Calvetti Paola – Noi due come un romanzo
4. D: D’Avenia AlessandroCos
e che nessuno sa (P10Bs)  Letto**** Incipit Recensione

5. E: Espanca Florbela – C’è in me una sete d’infinito
6. F: Fernandez-Vidal Sonia – La porta dei tre chiavistelli (P10Bs)
7. G: Grossman David – Che tu sia per me il coltello
8. H: Hillesum Etty – Diario 1941-1943 Edizione Integrale (P10Bs)
9. I: Iuliano Antonella - Charlotte Letto *****  Incipit e recensione
10. J: Jollien Alexandre – Cara Filosofia. Lettere di un giovane filosofo ai grandi Maestri
11. K: Kolmar Gertrud – Il canto del gallo nero
12. L : Lispector Clarice – La scoperta del mondo 1967-1973
13. M: Musso Guillaume – Il richiamo dell’angelo
14. N : Nin Anais – Diario I. 1931-1934
15. O: Ortese Anna Maria – Corpo celeste
16. P: Pancol Katherine – Gli occhi gialli dei coccodrilli
17. Q
18. R: Raffo Silvio – Io sono nessuno. Vita e poesia di Emily Dickinson
19. S: Setterfield Diane – La tredicesima storia
20. T: Trìas de Bes Fernando - Inchiostro
21. U
22. V: Villoro Juan Il libro selvaggio (P10Bs) Letto****Incipit e Recensione
23. W: Woolf Virginia - Orlando
24. X
25. Y : Yalom Irvin D. – Le lacrime di Neatzsche
26. Z :

SEZIONE ISTINTO
1. Roberto Vecchioni – Le parole non le portano le cicogne (P10Bs)
2. Margaret Mazzantini - Venuto al mondo (P10Bs) Letto***** Incipit e Recensione

3. Geraldine Brooks - I custodi del libro Letto ****
4. Erri de Luca - Il turno di notte lo fanno le stelle Letto ****
5. 
 Fernandez-Vidal Sonia - Quantic Love Letto ****
6. –
7. –
8. –
9. –
10. –


SEZIONE INSIEME

1. La figlia della fortuna - Isabel Allende in lettura 
2. -
I libri tra parentesi sono quelli che fanno parte del mio Project 10 Books .

Che dire ancora?
Buon viaggio  e buona lettura a tutte!