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I libri, come le persone, giungono sempre dove sono attesi...

giovedì 28 febbraio 2013

Leggiamo 2013: 2/50 - I fantasmi delle biblioteche di Jacques Bonnet

Leggiamo 2013
Sezione Alfabeto B




Incipit:
Dopo il piacere di possedere i libri,
nessun altro eguaglia quello di parlarne.
Charles Nodier

Il 1° settembre 1932, il giornale portoghese "O Século" pubblicò un'inserzione che offriva un posto di conservatore-bibliotecario presso il museo Condes de Castro Guimarães a Cascais, una piccola città di mare a 30 Km da Lisbona. Il 16 settembre, Fernando Pessoa spedì alla municipalità una lettera di candidatura.

Sinossi:
Jacques Bonnet, scrittore ed editore, rievoca la genesi lontana di questa variazione sul tema dell’incantesimo dei libri su certi individui. Fu un incontro con Giuseppe Pontiggia. Entrambi condividevano «la stessa felicità e maledizione che ci era toccata in sorte»: un’enorme biblioteca con molte migliaia di volumi, non da bibliofili o da collezionisti, ma una normale biblioteca generalista, in cui ammucchiare libri letti o da leggere o solo da annusare. Conversando tra loro, era venuta l’idea di fondare un’associazione per i proprietari di biblioteche oltre le ventimila opere, una specie di mutuo soccorso e consiglio. Naturalmente non se ne era fatto niente. Ma col tempo l’esame divertito dei problemi, di chi di non può fare a meno di comprare ogni libro che contiene anche una sola promessa, è germinato nei capitoli di questo che si presenta come un trattatello sull’arte di convivere con troppe librerie (ma mai sopra la spalliera del letto: per non imitare la fine leggendaria di un grande compositore parigino). Che è ben di più che un trattatello su un piccolo tema curioso. È una piacevolissima danza tra gli scaffali di una sterminata libreria a parlare di tutti i rebus di spazio (come quel personaggio che, non avendo più stanze per contenere i libri, li usò per costruire la casa che poi distrusse per ritrovare un singolo volume) o di tempo (le più diverse e capricciose catalogazioni: come quella di Warburg così precisa di affinità tra i testi che se ne perse il senso, morto l’autore), discutendo le più fantasiose e bizzarre soluzioni, i ricordi, gli aneddoti, gli incidenti e gli enigmi: rievocando le vie della passione per la lettura di quei tanti personaggi memorabili (di uno Sciascia, per esempio, che nel suo appartamento siciliano conservava il Journal dei Goncourt ignorato dall’autore stesso) convinti, o illusi, che un lettore intelligente trova almeno una cosa degna in ogni libro. Una danza con i fantasmi delle biblioteche, cioè con quelle strane presenze (primi i sostituiti, detti «fantasmi» appunto, inseriti negli spazi di un libro prestato, e perduto) che occupano la mente dei proprietari e a volte fanno sembrare, all’imperfetta memoria, una grande biblioteca dotarsi con il tempo di vita propria.








"Prendere in mano un libro e scoprire quello che contiene veramente
equivale a rivestire di carne, ossia  di uno spessore e di una densità che non perderà mai più, 
qualcosa che fino a quel momento era solo una parola. "


Stringo tra le mani questo piccolo volume, pubblicato dalla Sellerio: ho finito la lettura da qualche giorno, ma  le sue parole sono rimaste nell'aria come "fantasmi" che cercano una voce per pronunciare il loro messaggio
di salvezza o perdizione.
Ho un debole particolare per i libri che parlano di libri e Jacques Bonnet, mostrando un cielo letterario costellato da deliziose citazioni "libresche" (da Seneca all'Imperatore Giuliano, da Borges ad Alberto Manguel, da Plinio il Vecchio a Nobokov, da Diogene a Walter Benjamin a molti altri da scoprire tra le pagine) delinea sintomi e complicazioni di una malattia tanto desiderabile quanto incurabile: la Bibliomania.
E bisogna comprendere a quale categoria si appartiene: perché i bibliomani si distinguono  in collezionisti e lettori insaziabili; entrambi tendono ad accumulare libri, a possedere libri su libri, però con una particolarità "il lettore sviluppa un attaccamento non solo per la lettura, ma per l'oggetto che l'ha resa possibile". 
Nobokov, citato tra le righe del libro, invita a non dimenticare il miracolo della lettura stessa: "Vorrei che vi stupiste non solo per le cose che leggete:  anche per il fatto di poterle leggere".
Per l'autore, la lettura era come i quattro fiumi dell’Eden, che nascendo da un’unica sorgente scorrono verso i quattro punti dell’orizzonte: aboliva le distanza e mi trasportava istantaneamente in contrade remote dagli strani costumi..Certe volte mi sembra di aver cominciato a esistere davvero solo con la lettura.. 
"Il libro è la preziosa materializzazione di un’emozione o della possibilità di provarne una in futuro."

Come privarsi di un'emozione resa reale, tangibile da un libro?
"Allora tra il bibliomane e le sue migliaia di libri, s'instaura uno strano rapporto, simile a quello tra un giardiniere e un rampicante che si espande molto in fretta. La pianta si sviluppa da sola, crescendo in un modo che è invisibile a occhio nudo ma constatabile in capo a qualche settimana. L'uomo, a meno che non voglia tagliarla, non può far altro che indicare la direzione che vorrebbe vederle prendere. Anche le biblioteche prolifiche si emancipano, diventano essere viventi.. essa è innegabilmente il riflesso del proprietario, il suo doppio. Chi sapesse decodificarla con la necessaria perspicacia scoprirebbe, di scaffale in scaffale, la natura profonda del bibliotecario. Al di là di una certa misura, del resto, nessuna biblioteca somiglia a un'altra o ha la stessa personalità."

Sarà necessario  "ordinare e catalogare" i libri posseduti , secondo un qualche criterio, ma a volte la classificazione della biblioteca segue una trama invisibile di affinità oscure a tutti tranne che all'interessato.
Una volta formata, essa tende a divenire un punto di passaggio obbligato per tutto il reale, una sorta di vortice che attira a sé tutto quello che ci succede.

E cosa dire dei fantasmi che vivono nelle nostre biblioteche?
Perché il " fantasma" non è semplicemente, secondo la definizione del Petit Larousse, quel foglio o cartoncino che si mette al posto di un libro tolto da uno scaffale di biblioteca o di un documento in prestito:.
Esistono altre essenze luminose che respirano tra gli scaffali: La biblioteca è popolata da centinaia di migliaia di personaggi, alcuni reali e altri fittizi. Quelli reali sono i cosiddetti personaggi immaginari delle opere letterarie, quelli fittizi sono gli scrittori. Dei primi sappiamo tutto, o meglio sappiamo tutto quello che c’è da sapere, ossia quello che è detto nel romanzo, nella favola, nella novella o nella poesia dove compaiono. Dal momento in cui gli scrittori hanno dato loro la vita, non sono invecchiati, sono rimasti uguali a se stessi e sarà così per l’eternità…

Purtroppo leggendo questo splendido volume sorge un triste interrogativo.
Jacques Bonnet afferma di aver scritto questo libretto da un continente destinato ad essere presto somnerso..perchè si può esser certi che le pesanti e ingombranti biblioteche generaliste di parecchie decine di migliaia di volumi sono destinate a sparire insieme ai loro fantasmi.
Tutto questo per le opportunità offerte da Internet e dai nuovi strumenti ad esso legati.
Per ogni lettore, per ogni appassionato di queste meravigliose creature chiamate libri, sarebbe uno scenario apocalittico, la distruzione di un paradiso terrestre, per vagare in un deserto virtuale.
Scaccio questo triste pensiero dalla mia mente e rivolgo il mio sguardo alla mia biblioteca che, come sempre, mi rassicura e mi avvolge...


"I libri della mia biblioteca sono come vecchie case dove aleggia la presenza degli uomini e delle donne che vi hanno vissuto in passato, col loro carico di gioie e dolori, di amori e di odi, di sorprese e di delusioni, di speranze e di rassegnazione. A pensarci bene, ho sempre abitato vecchie case..".





giovedì 21 febbraio 2013

"Ammaliamoci di letture..."



"Ammaliamoci di letture".... per gli appassionati amanti dei libri, credo non possa essere formulato augurio più desiderabile: ammalarsi e far ammalare di letture! Questo l'intento della "contagiosa" iniziativa promossa dal blog Zebug: liberare un libro e l'amore per la lettura, il tutto nel giorno di San Valentino.
Perchè difendersi da questo contagio?

Così nel giorno degli innamorati, lontana per qualche giorno dalla terra in cui vivo, passeggiando lungo uno sconosciuto viale innevato, ho liberato il mio libro! Chissà quali occhi saranno stati solleticati dalla visione di questo piccolo libro adagiato su una panchina! Quali mani avranno sflogliato le sue pagine in attesa di un nuovo lettore! Il titolo invitava a "non muoversi", a fermarsi qualche istante...Un appello, una richiesta decisa ma tenera!
 E' un libro che ho amato, questo della Mazzantini: ho amato questa storia carnale ma dolce, a volte spietata e feroce, come spesso sa essere la vita! Non voglio narrarla questa storia, perchè va scoperta a piccoli sorsi...voglio solo lasciare qualche piccola traccia della poesia che racchiude nelle sue pagine, con qualche citazione...

E mentre tutto si oblitera sento che la vita è soave anche se sta passando.
L'importante è che rimanga una scuola, un cancello dove posare la schiena.
Un luogo che ci ha visti ragazzi e ci riprenda da adulti, un giorno feriale, per caso.
E adesso sapevo che non ero cambiato, che ero sempre lo stesso
e che forse non si cambia...semplicemente ci si adatta.

Ognuno di noi...sogna qualcosa che scardini il suo mondo ordinario.

Perchè la mia vita è stata tutta così,
piena di piccoli segni che mi vengono a cercare.

Ero felice,  non ci si accorge mai di esserlo...
e mi chiesi perchè l'assimilazione di un sentimento così benevolo
ci trovi sempre impreparati,
sbadati,
tanto che conosciamo solo la nostaglia della felicità,
o la sua perenna attesa.


Ora mi rivolgo a te, caro lettore che sei inciampato, per caso o per destino, su questo libro già letto e vissuto: permetti a queste splendide pagine di vivere ancora attraverso i tuoi occhi e le tue emozioni, sentendo tra le sue righe altri occhi e altre emozioni, quelli di una lettrice che lascia una semplice preghiera...amare la lettura,  i libri e la vita che vi scorre dentro!

Non potevo non aggiungere una citazione al segnalibro che avrebbe accompagnato, il libro liberato, nel suo viaggio: é una frase tratta dal meraviglioso libro di Helene Hanff, intitolato "84, Charing Cross Road"...


"Mi piace il sentimento fraterno
che si prova sfogliando
pagine che qualcun altro
ha già sfogliato..."

Buona lettura!!

sabato 2 febbraio 2013

LeggiAmo 2013: 1/50 - Cose che nessuno sa di Alessandro d'Avenia


LeggiAmo 2013
Sezione Alfabeto D


La bellezza nasce dai limiti, sempre.
Alessandro d'Avenia

Cose che nessuno sa è  un romanzo che prende vita dal sostare dell’autore al crocevia, tra il cammino compiuto e quello ancora da percorrere (e quanto afferma lui stesso nei suoi ringraziamenti alla fine del libro).
Alessandro d’Avenia invita il lettore ad accostare il suo orecchio alla storia che ci narra nel suo poetico romanzo, così come si fa con una conchiglia:
“L’unico modo che abbiamo per scoprire la nostra storia è conoscere quelle degli altri.. solo chi legge e ascolta storie trova la sua”.

Un filo invisibile unisce le vite dei protagonisti di questo romanzo: una folla di funamboli senza rete sui fili fragili e intrecciati della vita.
Margherita, fragile perla creata dalla rugiada di un dolore muto; il professore, anima fatta di pagine; Giulio, stella lontanissima e irraggiungibile, fredda e nervosa.
Sono tutti alla ricerca della bellezza, quella bellezza nata dalle imperfezioni della vita; tutti dovranno intraprendere, come Telemaco, il viaggio che li porterà a compiere delle scelte decisive, a perdersi per ritrovarsi; e lo faranno guidati da quel sentimento di incompiutezza che la gente chiama nostalgia, in cui si fondono paure e speranze: è la nostalgia del futuro, la nostalgia di ciò che non è mai stato, quella libertà che prende possesso di sé e vuole dare inizio a qualcosa di nuovo, unico e irripetibile.

C’è una parola che si ripete come una melodiosa litania in tutto il romanzo: la parola filo.
La nonna di Margherita, nella lingua carnale della sua terra, esclama: a vita è nu filu..la vita è un filo, sospeso tra cielo e terra, dove si cammina con passo incerto e intrisi di paura, finché quel sottile filo non sarà trasformato in corda e poi in un solido ponte grazie al sentimento dell’amore.
Ed è  il filo che unisce due persone a far sì che si possa uscire dal labirinto delle proprie paure, così come il filo di Arianna salvò Teseo.
È, ancora il filo della trama che, unito all’ordito, in una danza a volte incomprensibile, svela il disegno della vita.
Col tempo verrà rivelata quella bellezza che nasce dai limiti e dal dolore, così come la perla nasce dopo l’attacco di un terribile predatore: sui resti imperfetti rimasti intrappolati nella conchiglia nasce una splendida madreperla.
Ci sono cose che nessuno sa, ma è la bellezza imperfetta della vita a dare tutte le risposte.

Questo è il messaggio che possiamo ascoltare dalle splendide pagine di questo romanzo: una storia che ci coinvolge e ci nutre con la semplicità e la bellezza delle cose fragili:
quella storia deve piombare da fuori, come quando accade che i libri ci scelgano e gli autori diventino amici..quella storia è uno specchio che ti sorprende a esclamare: questa è la mia, questo sono io, ma non avevo le parole per dirlo. E forse scopri di non essere solo, definitivamente solo.

Dalla lettura ottieni qualcosa solo quando sei capace di mettere qualcosa di tuo in ciò che stai leggendo. Voglio dire che leggi un libro veramente solo quando è lui che ti legge, solo quando ti avvicini alle parole con l’animo disposto a ferire e a essere ferito dal dolore della lettura, a convincere ed essere convinto, e dopo, arricchito dal tesoro che hai scoperto, a impiegarlo per costruire qualcosa nella tua vita e nel tuo cuore.



La lettura di questo libro mi ha spinto a dar vita ad un piccolo progetto che vorrei chiamare "Dagherrotipi Letterari": una danza di parole, immagini e musica per condividere le emozioni suscitate dalle pagine dei libri letti.

Ecco il Dagherrotipo Letterario del libro
Cose che nessuno sa 
di
Alessandro d'Avenia


E' un regalo per tutte le mie compagne di viaggio di LeggiAmo 2013!
Buona lettura e.. buona visione!

giovedì 31 gennaio 2013

Il respiro dei libri

Il libro: essere vivente

Il libro è in se stesso un essere vivente dotato di anima, di vibrazione, di peso, numero, suono. La sua presenza si avverte già prima di vederlo entrare, suona alla porta, semplicemente, di una casa dove non ci siano libri letti; non libri adoperati per adornare o arredare le pareti, bensì letti, pensati, vissuti. Se ne avverte la presenza prima di entrare nella casa. Non dico poi nella stanza.
Il libro esiste di per sé, è dotato di essere, ha il proprio vano, la propria assenza, il proprio amore. Raccoglie la voce e la irradia, raccoglie l'indifferenza come se fosse, non so, uno strano essere animato. La sua assenza ci accompagna, la sua presenza ci sgomenta, ci sollecita. E può succedere qualcosa di incredibile: che semplicemente avendo un libro vicino, toccandolo, si cominci già a sapere cosa contiene. Una manifestazione singolare, diversa e distinta da quella di tutti gli altri esseri. Che cosa contiene un libro? Di cosa è portatore? Per meglio saperlo, per sentirlo più chiaramente, vorremmo tornare all'istante in cui per la prima volta abbiamo visto un libro, in cui una mano si è tesa verso di noi per porgerci un libro, o in cui abbiamo visto qualcuno chino su di un libro a leggere...
Io stessa non so dire ciò che un libro può essere. Può essere la salvezza, la perfezione, la calamita che attrae e orienta, la fiamma che innamora e brucia la povera farfallina che le gira intorno senza accorgersi che si sta consumando, che sta bruciando. E può anche essere la sfera di cera che si illumina internamente e attrae una luce, un fuoco, una respirazione, una vita ineludibile... perché resta sempre vivo il gesto di sollevare il libro, di guardarlo e di offrirlo come se si trattasse di  un'ostia consacrata, una forma sacra che deve stare al di sopra di tutto, che deve manifestarsi come se fosse veramente una forma di comunione...l'esistenza del libro è, già di per sé, una rivelazione, quale che sia il contenuto...
Maria Zambrano
Il libro è un dono che non si consuma, moneta offerta dalla mano, moneta che sta nella mano. Si può perdere forse, ma, come diceva in quegli anni il poeta Antonio Machado, quello che sta nell'anima si perde se non si dà. Il libro possiede anche qualcosa di indelebile, un profumo che si intensifica quanto più si inspira, come quello di certi fiori. Il libro odora, profuma, impregna le pareti, è colmo di amore. E ispira una tale commozione in chi lo riceve per la prima volta, viene accolto tra le mani con tale devozione, che è come un essere. Un dono insieme del cielo e della terra, che reca un mondo lontano e misterioso che diventa nostro, intimo, una misteriosa lontananza che penetra nell'intimità.


Dalla sua misteriosa vicinanza, la filosofa Maria Zambrano entra nella nostra più profonda intimità con le parole di questo splendido saggio, un vero inno all'essenza del libro... e sembra quasi di sentire l'odore del primo libro che abbiamo tenuto fra le mani.
Chiudiamo gli occhi... i libri respirano accanto a noi! Ascoltiamoli...

sabato 26 gennaio 2013

Per non dimenticare...

Oggi il vento di Serendipity svoglia le pagine di una grande pensatrice del secolo scorso, la giovane ebrea olandese, Etty Hillesum.
Domani viene celebrata in tutto il mondo la giornata della Memoria: Etty morì ad Auschwitz nel novembre del 1943.
Nel clima gelido e grigio della seconda guerra mondiale, pensando con il cuore, scrisse il suo  luminoso Diario: è in queste pagine che Etty  traccia la sua lettera al mondo e noi non possiamo far altro che accoglierla e custodirla.


Si possono leggere alcuni passi del suo Diario e del suo epistolario sul mio blog Soror Saudade.
Per non dimenticare!

mercoledì 23 gennaio 2013

LeggiAmo 2013: Inizia il viaggio!

Il mio viaggio inizia con il libro Cose che nessuno sa di Alessandro d'Avenia.

Sinossi:

 Margherita ha quattordici anni e sta per varcare una soglia magica e spaventosa: l’inizio del liceo. I corridoi della nuova scuola sono pieni di fascino ma anche di minacce, nel primo intervallo dell’anno scolastico si stringono alleanze e si emettono sentenze capaci di segnare il futuro. Chiusa nella sua stanza, con il tepore del sole estivo ancora sulla pelle, Margherita si sente come ogni adolescente: un’equilibrista su un filo sospeso nel vuoto. Solo l’amore dei genitori, della straordinaria nonna Teresa, del fratellino le consentono di lanciarsi, di camminare su quel filo, di mostrarsi al mondo e provare a diventare grande con le sue forze.
Ma un giorno Margherita ascolta un messaggio in segreteria telefonica. È suo padre: annuncia che non tornerà più a casa. Per Margherita si spalanca il vuoto sotto i piedi. Ancora non sa che sarà proprio attraversando questo doloroso smarrimento che a poco a poco si trasformerà in una donna, proprio come una splendida perla fiorisce nell’ostrica in seguito all’attacco di un predatore marino. Perché questo è il segreto del dolore: sa dove si nasconde la vita e se ne nutre per farle crescere le ali.
Questa volta però la saggezza sorridente di nonna Teresa non basterà a Margherita, e sarà dal suo nuovo mondo, quello scolastico, che giungeranno nuove voci in grado di aiutarla: quella di Marta, la compagna di banco capace di contagiarla con il suo entusiasmo, quella profonda di Giulio, il ragazzo più misterioso della scuola, e anche quella di un professore, un giovane uomo alla ricerca di sé eppure capace di ascoltare le pulsazioni della vita nelle pagine dei libri. Proprio in un libro, l’Odissea, Margherita legge la storia di Telemaco e trova le energie per partire in un viaggio alla ricerca del padre che cambierà radicalmente il suo destino.

Cose che nessuno sa ha il passo lungo di una grande storia: quella di tutti coloro che sanno guardare in faccia i propri fantasmi e compiere il viaggio avventuroso che li riporterà a casa.


Incipit:
Compie quattordici anni e sta seduta a prua. Gli occhi verdi, ridenti e malinconici, sono calamitati dall'orizzonte: una linea troppo netta per non averne paura. Il mondo è una conchiglia. Fa eco alla luce, dà tutta quella che riceve, anche sotto forma di ombre. E la luce è l'unico comandamento dell'alba. Un comandamento ruvido, perchè quando si viene alla luce viene anche da piangere.

La lettura delle prime pagine è carica di promesse: una scrittura poetica e vibrante da cui è difficile staccarsi!

Ora lascio che sia il libro a parlare di sé...



Molto interessante il blog Prof 2.0 del bravissimo scrittore!

A presto...

martedì 22 gennaio 2013

LeggiAmo 2013: uno straordinario viaggio nel mondo dei libri!

LeggiAmo 2013
Sta per iniziare un travolgente e appassionato viaggio nel mondo dei libri!
Leggere 50 libri in un anno... 50 sentieri libreschi che ci faranno sognare, vedere, capire... che ci faranno perdere in quadri letterari per ritrovare quella luce necessaria a far risplendere il brillio delle nostre anime.
Grazie a Lena della La locanda dei Libri per aver tracciato la mappa di questo straordinario percorso tra le pagine dei libri, e per averci invitato a sottrarre qualche ora dal tran tran quotidiano e fuggire dentro la vita attraverso i nostri libri.


La mia lista:

SEZIONE MONDO
1. ITALIA : CALABRIA – L’anima della Calabria – Kazimiera Alberti (P10Bs)
2. NORD EUROPA: SVEZIA- I poeti morti non scrivono gialli – Bjorn Larsson (P10Bs)
3. EST EUROPA: RUSSIA EUROPEA- Lo sposo impaziente – Grazia livi
4. OVEST EUROPA: SPAGNA – L’ombra del vento – Carlos Ruiz Zafon (rilettura)
5. CENTRO E SUD AMERICA: BRASILE – L’ora della stella – Clarice Lispector
6. NORD AMERICA (USA E CANADA): STATI UNITI (New England) La lettera d’amore – Cathleem schine
7. AFRICA
8. CINA E ASIA IN GENERALE
9. GIAPPONE: TOKIO – 1Q84 – Murakami Haruki (P10Bs) sostituito con : Kafka sulla spiaggia - Murakami Haruki
10. OCEANIA : (Nuova Zelanda) Vela bianca - Sergio Bambarén
11. INDIA: (Calcutta) Sensualità - Stefano Zecchi
12. MEDIO ORIENTE: IRAN – Leggere Lolita a Teheran


SEZIONE ALFABETO
1. A
2. B: Bonnet JacquesI fantasmi delle biblioteche (P10Bs) Letto****Incipit e Recensione
3. C: Calvetti Paola – Noi due come un romanzo
4. D: D’Avenia AlessandroCos
e che nessuno sa (P10Bs)  Letto**** Incipit Recensione

5. E: Espanca Florbela – C’è in me una sete d’infinito
6. F: Fernandez-Vidal Sonia – La porta dei tre chiavistelli (P10Bs)
7. G: Grossman David – Che tu sia per me il coltello
8. H: Hillesum Etty – Diario 1941-1943 Edizione Integrale (P10Bs)
9. I: Iuliano Antonella - Charlotte Letto *****  Incipit e recensione
10. J: Jollien Alexandre – Cara Filosofia. Lettere di un giovane filosofo ai grandi Maestri
11. K: Kolmar Gertrud – Il canto del gallo nero
12. L : Lispector Clarice – La scoperta del mondo 1967-1973
13. M: Musso Guillaume – Il richiamo dell’angelo
14. N : Nin Anais – Diario I. 1931-1934
15. O: Ortese Anna Maria – Corpo celeste
16. P: Pancol Katherine – Gli occhi gialli dei coccodrilli
17. Q
18. R: Raffo Silvio – Io sono nessuno. Vita e poesia di Emily Dickinson
19. S: Setterfield Diane – La tredicesima storia
20. T: Trìas de Bes Fernando - Inchiostro
21. U
22. V: Villoro Juan Il libro selvaggio (P10Bs) Letto****Incipit e Recensione
23. W: Woolf Virginia - Orlando
24. X
25. Y : Yalom Irvin D. – Le lacrime di Neatzsche
26. Z :

SEZIONE ISTINTO
1. Roberto Vecchioni – Le parole non le portano le cicogne (P10Bs)
2. Margaret Mazzantini - Venuto al mondo (P10Bs) Letto***** Incipit e Recensione

3. Geraldine Brooks - I custodi del libro Letto ****
4. Erri de Luca - Il turno di notte lo fanno le stelle Letto ****
5. 
 Fernandez-Vidal Sonia - Quantic Love Letto ****
6. –
7. –
8. –
9. –
10. –


SEZIONE INSIEME

1. La figlia della fortuna - Isabel Allende in lettura 
2. -
I libri tra parentesi sono quelli che fanno parte del mio Project 10 Books .

Che dire ancora?
Buon viaggio  e buona lettura a tutte!